#ThatNotSoShortReview: Caraval – Stephanie Garber
{:it} 5/5 Miei cari lettori, Sono inciampata in questo primo volume della trilogia di Stephanie Garber quando ero in book hangover da The Night Circus, quasi un anno fa. Stavo cercando qualcosa che fosse all’altezza di quella magica esperienza e, benedetto sia Goodreads, mi è capitato tra i consigli di lettura. Non ho mai letto un libro così sfavillante e colorato e magico e semplicemente incredibile come questo. Mi sono innamorata del mondo, dei personaggi e dello stile di scrittura unico della Garber. Non ha la stessa raffinata delicatezza di The Night Circus, ma è davvero un’ottima lettura. Preciso che ho letto il libro in lingua originale; non so se la traduzione italiana sia buona o meno, dunque ogni mio giudizio sullo stile di scrittura si basa sulla versione inglese. Vi ho incuriositi? Continuate a leggere! Dalla trama ufficiale: Il mondo, per Rossella Dragna, ha sempre avuto i confini della minuscola isola dove vive insieme alla sorella Tella e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l’imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l’aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall’isola e dal suo destino… Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l’edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre… Come sempre iniziamo dalla copertina, perché merita una nota di merito. Non è meravigliosa? È luccicante ed elegante, e la stella sullo sfondo è un delizioso dettaglio che potrete cogliere solo leggendo il libro. La citazione “Remember, it’s only a game…” riassume il cuore delle vicende. Si tratta di un gioco, fatto di magia, di illusioni, di indizi che possono essere bugie e verità, ma pur sempre un gioco. I confini tra finzione e realtà sono però molto labili e facilmente confondibili. Scarlett (o Rossella, nella traduzione italiana) e Donatella si ritrovano parte di questo gioco quando la prima sorella, dopo anni di lettere spedite al creatore di Caraval, Mastro Legend, riceve finalmente una risposta e gli inviti. Spinta dallo spirito avventuriero di Donatella, Scarlett da una parte è desiderosa di lasciarsi alle spalle un padre violento e un matrimonio forzato e privo di amore, dall’altra teme che la sua vita, ma soprattutto quella della sorella, vengano messe in pericolo per un’esuberanza simile. Il premio in palio, però, è grande: un solo desiderio che verrà avverato, qualsiasi esso sia. Per una serie di circostanze, il misterioso marinaio di nome Julian accompagnerà le sorelle all’Isla de los Sueños, isola privata di Legend e luogo in cui si svolge il gioco. Ed è qui che la magia inizia. Qualsiasi cosa tu abbia sentito raccontare di Caraval non è paragonabile alla realtà. È molto più di un semplice gioco o di uno spettacolo. È quanto di più vicino alla magia esista a questo mondo. Caraval è una sorta di enorme circo che si espande su diversi pezzetti di terra, tra canali e notti stellate, abitato da centinaia di persone, siano essi attori o invitati. Si può scegliere di partecipare attivamente nel gioco e trovare gli indizi che portino alla vittoria, oppure essere un semplice spettatore e godersi lo spettacolo. Scarlett non avrà scelta, dato che lo scopo del gioco diventa trovare la sorella rapita, e farà di tutto per vincere e salvarla – anche farsi aiutare da un mascalzone come Julian (inserire occhi a cuoricino qui). Scarlett è una ragazza con cui ho empatizzato tantissimo fin dall’inizio: è convinta di non avere scelte, insicura ed estremamente razionale (alcuni la definiscono noiosa, in confronto alla sorella, perché non rischia mai di fare la scelta più azzardata solo per il gusto dell’avventura), ma è disposta anche a barattare informazioni con un giorno della sua vita per amore di Donatella. A questo proposito, il metodo di pagamento è particolarissimo e ingegnoso. Il mondo di Caraval è più vivo e tangibile che mai, soprattutto visto attraverso gli occhi di Scarlett. La ragazza ha un dono (di cui si scoprirà la fonte nel terzo e ultimo libro della serie), ovvero quello di vedere le emozioni delle persone attraverso i colori. Persino il suo nuovo abito, un regalo di Legend in persona, cambia colore a seconda del suo umore. Le descrizioni che ne conseguono sono veri e propri quadri. Shades of the rich ruby love she’d felt during the game mixed with hues of deep-indigo hurt, turning everything just a little bit violet. La Garber dice spesso di essersi ispirata a due cose per l’ambientazione quasi fiabesca di Caraval: una via di mezzo tra il mondo scintillante di The Great Gatsby e una canzone dei Florence + The Machine. Non saprei descriverlo con parole migliori. Parlando di personaggi, Julian è quasi più enigmatico di Legend, ma solo perché quest’ultimo rimane una costante figura sullo sfondo di cui si conosce solo la fama (ma che avrà molto spazio nel secondo volume, Legendary). Julian è ambiguo, non si sa bene se ci si può fidare o meno e nasconde più di un segreto. Ma io gli affiderei la mia stessa vita. Menzione speciale per Dante, di cui farò un commento molto articolato e per niente soggettivo: nnnngh. E ho detto tutto. Lo stile di scrittura di Stephanie Garber è
Continue Reading